Il feedback più brutale della mia carriera non viene da un test di usabilità. Viene da un bambino davanti a un piatto di pasta: "Non mi piace". Fine del report. Nessun dettaglio, nessuna proposta alternativa.
Avere tre figli è un corso intensivo di user research che nessuno ha chiesto. Alcune cose che ho imparato a cena e che uso al lavoro:
- Quello che dicono e quello che fanno sono due cose diverse. "Non ho fame", e poi spariscono quattro biscotti. Con gli utenti è uguale: guarda cosa fanno, non solo cosa scrivono nei sondaggi.
- Le richieste non sono soluzioni. "Voglio il gelato" spesso vuol dire "mi annoio". "Aggiungete un tasto esporta" spesso vuol dire "non trovo i miei documenti".
- Se devi spiegarlo tre volte, il problema è la spiegazione. O l'interfaccia.
- Nessuno legge le istruzioni. Nessuno.
Poi ci sono la tesi alla Sapienza, i ticket, Bruno che si mangia un calzino, la pizza del weekend. L'esaurimento nervoso è incluso nel pacchetto, ma anche la capacità di decidere le priorità in tre secondi netti. Al lavoro si chiama prioritizzazione. A casa si chiama sopravvivenza.
Giulia
